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poste Carchitti

Caro Stato, Care Poste Italiane, cara dignità,

Sono passati ben 17 giorni da quella che qualcuno ha definito “assalto all’Ufficio Postale di Carchitti” , enfatizzando quella che in molti hanno ritenuto una bravata. Infatti non sappiamo se ladri maldestri o teppisti abituati a scorribande notturne, abbiano sfondato la vetrata dell’ingresso all’Ufficio postale per rubare i soldi del bancomat o per commettere l’ennesimo atto vandalico. Quello che per noi invece ha del clamoroso è che ancora non è stato sostituito il vetro rotto.

La foto è di questa mattina ( 17 luglio ) alle ore 12:00. Consiglio l’Ente Posta di non metterci le mani, semmai una targhetta, come si fa ad alcune opere esposte in Musei d’Arte Moderna, con la scritta “ Questa è l’Italia come la vediamo noi ! ”. Una Italia piena di rattoppi e con poca voglia di ritornare alla normalità! I giornali economici e quelli di regime strombazzano continuamente la bravura dell’a.d. dell’Ente Poste Italiane che è riuscito a sanare i bilanci.

A nostro parere non c’è bisogno di dare qualche milione l’anno di stipendio ad esperti che limano qua e là i bilanci riducendo il personale ( vedi la storia dei portalettere a mezzo servizio tra Zagarolo e San Cesareo, dove la corrispondenza viene recapitata a distanza di giorni) o non intervenendo tempestivamente come nel caso di Carchitti. 

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