Caro Babbo Natale vorrei che portassi via…
Babbo Natale caro,
caro in duplice senso: negli anni non ho mai smesso di pensare che tu esista davvero, semplicemente perché da qualche parte in ognuno di noi c’è quel bambino che non ha mai voluto smettere di credere in te… e ti ritrovo ogni volta che vedo un gesto di affetto, un sorriso o una lacrima di felicità… per questo mi sei caro!
Lo sei anche, però, perché in effetti ogni anno è sempre più alto il costo che affrontiamo per mantenere viva, nel bimbo che è in noi, la tua magia e per poterla trasmettere ai nostri cari… Eppure basterebbe così poco perché il Natale torni ad essere quello che dovrebbe essere!
Proprio per questo la mia lettera ti sembrerà un po’ strana: invece di chiedere di portarci (ma perché ci hai dato questa cattiva abitudine?) vorrei che tu prendessi e portassi via qualcosa… Penso che il grande male di questo tempo sia che coloro che hanno, hanno troppo e quelli che non hanno, non hanno davvero nulla allora vorrei che togliessi da questo mondo lo squilibrio enorme che c’è tra le culture e i popoli.
Sono sicura che, eliminato quello, sparirebbero anche le guerre, la fame e le malattie più devastanti… Aiuterebbe moltissimo anche se togliessi un po’ di progresso, quanto era bello quando da bambini giocavamo in strada con i palloni, i gessetti e gli elastici per inventare nuovi passatempi e sfide, era bello quando per parlare tra noi dovevamo per forza guardarci negli occhi e c’era più rispetto, più amore… Ora, invece, si passa il tempo davanti ad un monitor, con un joystick in mano a sfidare qualcuno che non sai nemmeno che faccia abbia e che, magari, è dall’altro capo del mondo… non è questa la globalizzazione che sogno!
Togli da questo mondo le ingiustizie, le corruzioni e le prevaricazioni a partire da quelle familiari, togli negli animi della gente l’ipocrisia e la smania di apparire e sparirà d’incanto anche l’invidia e la malignità. Portati via l’incapacità di accogliere, accettare ed accettarsi, portati via l’intolleranza alla diversità, l’indifferenza e la solitudine, la violenza nell’animo e nella mente della gente, l’ingratitudine…
No, scusami… qualcosa devo comunque chiederti di portare! Ma non voglio farti faticare, vorrei qualcosa di poco ingombrante, qualcosa di molto leggero: portaci i sentimenti, quelli buoni, quelli veri. Portali ovunque e non dimenticare nessuno, soprattutto coloro che non ne hanno mai avuti!
E qui dove abito io sembra che siano in tanti… Presi singolarmente sembrano tutti brave persone, ma messi insieme non riescono a tirar fuori qualcosa di buono, vengono presi dalla fregola del “So’ bravo solo io, perché io so’ io e voi nun sete un….” Alla Marchese del Grillo! Il risultato è che questo paese langue, è in agonia, sta esalando gli ultimi respiri, ma nessuno è disposto ad ammetterlo…
Bullismo , alcool, droga, degrado, sporcizia, vandalismo, qui regnano sovrane ma la massima preoccupazione è proteggere il proprio orticello.
Anche chi qualche mese fa urlava con voce roboante di essere diverso, di voler una Palestrina diversa… ora che potrebbe urlare ancora di più e fare davvero qualcosa non ha più voce, improvvisamente… o forse sta zitto perché gli hanno dato qualcosa in cambio e non gli conviene parlare…
Il risultato è che se c’è qualcuno che ancora urla il proprio dissenso comunque non ha possibilità di agire perché non ha i numeri per farlo, già, perché alla fine servono anche quelli: i numeri.
Palestrina di numeri ne avrebbe a sufficienza, potrebbe essere la città più ricca d’Italia con i tesori inestimabili di cui siamo circondati, invece vengono lasciati lì a morire, insieme alle attività commerciali che stanno abbandonando il centro storico dove ormai non passeggia più nessuno.
Di contro, però, quando c’è da fare qualcosa si risvegliano tutti e fioccano eventi che si sovrappongono, si accavallano e si scavallano per dimenticanza e disorganizzazione. Certo, si riesce sempre a mettere una pezza ma alla fine spazio per le toppe quanto ne resta?
Sarà, poi, così difficile fare un’agenda delle manifestazioni e smettere di dare autorizzazioni “ad capocchiam” per poi spostare all’ultimo minuto date, luoghi ed eventi? Senza contare che con una adeguata programmazione si potrebbe riuscire anche a portare a Palestrina qualche turista sprovveduto che, per puro caso, magari ha buttato l’occhio su una pagina internet o su un manifesto che ha varcato i confini cittadini (sempre che ci riesca). Con una adeguata organizzazione si riuscirebbe a creare un calendario di eventi che copre tutto l’anno con le risorse che abbiamo.
Certo che, pure se venisse qualche turista per caso, mi vergognerei a fargli vedere come valutiamo noi i nostri tesori… e se siamo noi i primi a sminuirli come possiamo farli apprezzare da chi dovrebbe prendere il nostro esempio? Il risultato è che abbiamo una massa di giovani imbecilli che imbrattano, sporcano e distruggono quanto di più prezioso abbiamo senza capire che stanno smantellando il loro unico e possibile futuro buono.
Eh si, caro Babbo Natale… invece di portare, comincia a togliere… e forse, senza il peso di tutto quello che ho già elencato, l’uomo può tornare a riscoprirsi e a riscoprire la bellezza di cui è stato dotato: il proprio cuore!
Gioia Cafaro