COLLE DI FUORI SI PREPARA ALLA XXII SAGRA DEL FUNGO PORCINO
Eravamo certi di suscitare interesse tra i lettori pubblicando alcune memorie storiche su Colle di Fuori, la frazione che si appresta a rivivere quella che è la festa più importante dell’anno: La Sagra del Fungo Porcino. Un plauso va a tutto il direttivo dell’associazione Pietro Pericoli ed al suo instancabile presidente Bruno Vauperi che ce la mettono tutta per dare ogni anno emozioni nuove agli oltre 40.000 visitatori che si alternano ai tavoli dei 4 ristoranti che preparano piatti tutti a base di quei meravigliosi funghi che sono il porcino e i galluzzi.
Quest’anno poi hanno voluto arricchire i due week end dell’inizio settembre con una serie di iniziative che vogliono essere una sorpresa, Nessuna anticipazione quindi. L’unica cosa certa sono i menù che qualificati chef prepareranno.
Preseguiamo nel dare brevi cenni su Colle di Fuori.
LA SCUOLA DI COLLE DI FUORI
La scuola sorse nel 1912, il disegno fu del Marcucci che si improvvisò architetto, gli arredi interni le tavole raffiguranti tratti del paesaggio circostante, furono curate dal artista Romano Cambellotti. E’ doveroso ricordare il sindaco Andrea Vinci per aver concesso l’autorizzazione per costruire. I lavori iniziarono, la scuola venne costruita in due trance Dapprima, la parte che da verso Est, realizzata dalla ditta di Mastroaugusto Pierpaoli di Rocca Priora, all’edificazione non mancarono i capranicotti, instancabili lavoratori che diedero gratuitamente la manodopera. Domenica 16 Giugno del 1912, venne inaugurata la prima parte della scuola, l’evento ebbe un effetto riverbero che risuonò tra i diversi giornali dell’epoca, tra cui la difesa del contadino diGiuseppe Ballarati che aveva preso a ben volere le sorti dei capranicotti di Colle di Fuori, portando alla ribalta le infami gesta del comune di Rocca Priora. Al Ballarati i contadini di Colle di Fuori si affidarono più volte, anche quando nell’agosto del 1909 il comune deliberò l’espulsione di tutti i contadini dal fondo denominato il Colle di fuori, con la definitiva distruzione delle capanne, e il rimboschimento a castagni, concedendo affettuosamente sei mesi di tempo per lo sfratto. Il Ballarati ingaggiò contro il Comune di Rocca Priora una battaglia di stampa senza precedenti, portando a conoscenza tutta la Nazione e anche i paesi europei confinanti, le violenze, e le tirannie che questi poveri Guitti di Capranica, subivano da circa trent’anni. Nei primi mesi dell’anno seguente il comune concesse di rimanere sui fondi comunali, al patto che i capranicotti pagassero le dovute tasse, che sicuramente furono assai gravose. Tornando all’inaugurazione della scuola, quella mattina del 16 giugno Colle di Fuori si gremì di personaggi e personalità che vennero da Roma, deputati, scrittori ,giornalisti più le varie autorità locali, tante persone giunsero anche dai paesi vicini, tutti curiosi ed ansiosi di partecipare alla festa della Scuola, o meglio: quel 16 giugno del 1912 venne inaugurata solo la prima parte della scuola che aveva un aula per le elementari e una piccola stanza per il pernottamento del maestro. Le lezioni presero già dal giorno dopo, i dimoranti del villaggio, e gli adulti particolarmente, restarono a guardare da fuori la finestra senza disturbare la lezione.
Tutte le mattine la campana della scuola suonava e risuonava per tutta la vallata, di questa campana, donata dai maestri dell’agro e fusa dai fratelli Oreste ed Ernesto Lucenti con l’incisione venite, io chiamo alla verità,alla libertà, alla giustizia.Lo scrittore Giuseppe Zucca dedicò un libro denuncia chiamata la campana laica, lo stesso Zucca nel suo libro Scriveva “ l’architettura rustica masuggestiva dell’edificio scolastico, con un campanile da cui la Prima campana laica avrebbe fatto udire la propria voce”. I lavori della scuola non si fermarono, e nel ottobre del 1913 trovati nuovi fondi iniziò la seconda parte, che da verso ovest, per terminare solo otto mesi dopo nel giugno del 1914.
La scuola di Colle di Fuori, divenne un modello vero e proprio, una vincita per l’ente, e una rivincita che gli abitanti del luogo avevano vinto per tutte le “guitterie. Ed ancora una volta a Colle di Fuori si fece festa, tantissime personalità ritornarono da Roma, immancabili i giornalisti con i scrittori, non mancarono i Gendarmi per la pubblica sicurezza e le tantissime persone giunte dai paesi vicini, nel cortile della scuola èra stato creati archi floreali, forse a dimostrare il trionfo a tanti sacrifici