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NON CERTAMENTE AL MIGLIORAMENTO DEL SERVIZIO SANITARIO!

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Quando degli incompetenti mettono le loro mani, molte delle volte non certamente ben pulite, su alcune istituzioni ecco che si presenta l’ennesimo caso di Malgoverno!

Facendo esperienza dai miei trascorsi posso dire che la prassi vuole che un reggimento lo si affida a chi ha iniziato la sua carriera da sottotenente. Come pure una ditta nomina manager (a meno che non sia l’ erede o il pargolo del titolare) qualcuno che conosce bene i problemi aziendali ed è incaricato per quello che ha dimostrato di valere sul campo.

Perché questo non avviene anche nel campo sanitario?

Voglio parlare della Casa della Salute. Quella bella istituzione che qualche genio si è inventato per migliorare il Servizio Sanitario. Ma cos’è la Casa della Salute? Su Wikipedia si legge:

“Si può ricorrere a questi luoghi per una prima cura, per un’analisi, per una domanda immediata, più vicina al territorio, senza avere l’obbligo di ricorrere all’ospedale e ai pronto soccorso.

Alla Casa della Salute ci si potrà rivolgere ogni giorno per diversi servizi tra i quali quelli per le patologie croniche come ad esempio il diabete e lo scompenso cardiaco. Un elemento di particolare novità è la presenza, all’interno della Casa della Salute, di ambulatori per l’assistenza primaria a disposizione di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. I medici di medicina generale garantiranno inoltre l’assistenza primaria anche il sabato, la domenica e nei giorni festivi. Nella nuova Casa l’elenco dei servizi, come scritto sul sito della Regione, è il seguente:

1) unità valutative multidimensionali per la presa in carico di soggetti fragili;
2) équipe multidisciplinari per gestire malati con patologie croniche e degenerative;
3) centro Assistenza Domiciliare (CAD);
4) servizio di ausili e protesi;
5) centro prelievi;
6) servizi di radiologia;
7) ambulatori infermieristici;
8) attività specialistiche come Angiologia, Audiometria, Cardiologia, Dermatologia, Diabetologia, Dietologia, Endocrinologia, Gastroenterologia, Medicina Interna, Neurologia, Ortopedia, Otorinolaringoiatria, Pneumologia, Reumatologia e Urologia.

Le Case della Salute non saranno tutte uguali, ma si basano su un modello flessibile, capace di adattarsi alle caratteristiche delle diverse realtà territoriali.”

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Uno degli esempi di Casa della Salute è stata la struttura di Palombara Sabina, inaugurata in pompa magna (con tanto di fanfara e fuochi d’artificio) dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti con al seguito un codazzo di assessori e consiglieri in cerca di un momento di visibilità. Ebbene oggi è chiusa,  ovviamente dopo aver avuto l’accesso ai fondi europei……..

Come pure quella di Ladispoli che avrebbe dovuto essere, unitamente alle altre CDS laziali, il fiore al’occhiello della sanità regionale ed invece si stanno rivelando la Caporetto di Zingaretti. Insomma rappresentano dei veri e propri atti d’accusa che pongono diverse  domande che vanno dal disimpegno manageriale alle opacità politiche, fino a quesiti su presunti interessi di piccolo cabotaggio.

Perché queste strutture hanno disatteso le aspettative? Perché in teoria dovrebbero accogliere dei pazienti, eventualmente trattenuti in regime di ricovero, tutti assistiti dai medici di famiglia. Ve li immaginate i medici di famiglia che già sono oberati di lavoro e spesso demotivati, dare la loro disponibilità sette giorni su sette e 24 ore su 24, in qualcosa che significa solo aumento di lavoro e di responsabilità?

Si dice che bisogna fare esperienza dagli errori commessi. Evidentemente non vale per chi comanda nella nostra Asl RMG, o RM5. Lo dimostra il fatto che si sta predisponendo tutto, compreso l’ esborso di centinaia di migliaia di euro elargiti dalla Comunità Europea i quali, quasi sicuramente, serviranno per rimpinguare certe casse  che non saranno certamente quelle pubbliche, per una nuova Casa della Salute a Zagarolo collocandola nei locali del Poliambulatorio.

La prima unità operativa che ne pagherà le conseguenze è quella della Medicina Legale che verrà destinata ai locali del vecchio ospedale di Zagarolo, fatiscenti e assolutamente non idonei al via vai dell’utenza del territorio che questo servizio dovrebbe ricoprire.

Alla Medicina Legale occorrono stanze per i medici, stanze per impiegati amministrativi, sportelli per ricevimento cittadinanza e sale d’aspetto che non impongano promiscuità tra utenti affetti da pluripatologie, donne in gravidanza, di bambini accompagnati da genitori e normali utenti che necessitano di certificazioni.

I locali devono essere raggiungibili agevolmente da persone affette da disabilità, garantire adeguata privacy, evitare insomma pregiudizi per la salute  e l’incolumità dei lavoratori.

Tutto questo, considerata la vetustà dell’ ex ospedale San Giovanni Battista, non è possibile.

Un’ultima annotazione solo per ribadire che il ruolo della  Medicina Legale nelle gestione delle visite ambulatoriali, e di quelle per l’accertamento dell’invalidità e dell’handicap, deve essere anteposto a qualsivoglia gioco di potere.

Quello che più indigna è il fatto che la Medicina Legale a Zagarolo  ha raggiunto una sufficiente stabilità nei locali del poliambulatorio, al totale servizio della cittadinanza e con la completa e incondizionata dedizione di chi ci presta servizio, ed ora si pensa a distruggere qualcosa che funziona bene, invece di migliorare quello che non funziona. Non è che per caso fanno gola i fondi europei?

Abbiamo ben 3 Consiglieri Regionali due dei quali in posti di una certa rilevanza, uno addirittura responsabile della Sanità, un altro è stato sindaco di Zagarolo e con loro c’è anche il terzo cittadino di Zagarolo. Tutti e tre dovrebbero conoscere sia dove opera oggi la Medicina Legale che la vecchia struttura dell’ Ospedale San Giovanni Battista, dove si pensa possa essere collocata la Casa della Salute, sempre che si voglia istituirla dopo i flop delle altre.

Non è che forse pensano che tra i fondi regionali messi a disposizione ci sono anche dei “premi” in denaro per la Dirigenza e il loro entourage? Sulla base di tutti questi interrogativi, sarebbe bene che anche l’opposizione a Zagarolo (sempre che sia a conoscenza della questione) si facesse promotrice di qualche interrogazione o iniziativa che scongiuri quello  scempio che si vuole perpetrare,  smantellando l’unica struttura del territorio che sta funzionando.

Una responsabilità gravissima della quale dovranno rendere conto sia ai cittadini che a chi li ha messi in guardia sull’effetto negativo che stanno avendo le Case della Salute dove sono state aperte.

Antonio Gamboni

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