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Gli alunni avevano analizzato in classe il suo libro – Storia di un giudice. Far West della ‘ndrangheta’. L’iniziativa rientra nel progetto di creazione di una scuola ‘dal vivo’

incontro-con-il-magistrato-franscesco-cascini-1A Cori, nella Chiesa di Sant’Oliva, si è tenuto giovedì mattina (24 Novembre) l’incontro tra le terze classi della scuola secondaria di primo grado di Cori e Giulianello e il Magistrato Francesco Cascini. Gli studenti infatti hanno analizzato in classe il suo libro Storia di un giudice. Far West della ‘ndrangheta’ (Einaudi Stile libero, 2010), in cui racconta la propria esperienza di giovane catapultato nella durissima Locride e poi le complicate vicissitudini a Napoli, presso il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Una carriera in ascesa che lo ha portato continuamente a rischiare la vita per garantire giustizia. Le storie narrate, che esprimono vittorie e sconfitte, storie umane non sempre a lieto fine, hanno stimolato le numerose domande degli alunni.

La docente Annunziata Agnoni ha moderato l’incontro. Ha ricordato il forte impegno che si porta avanti nell’Istituto Comprensivo ‘Cesare Chiominto’ a favore della legalità, in collaborazione con le forze dell’Ordine e vari enti che offrono competenze specifiche per combattere fenomeni illegali e per sensibilizzare ai diritti della persona. La Dirigente, Patrizia Pochesci, ha ribadito il concetto di scuola come prima depositaria della legalità.  Anche il Sindaco di Cori Tommaso Conti ha sostenuto l’importanza e la necessità di un contatto diretto con le istituzioni e il ruolo fondamentale dell’istruzione e della cultura.

incontro-con-il-magistrato-franscesco-casciniIl Magistrato ha spiegato che la giustizia non è infallibile e che la giustizia arriva quando la legalità si è già rotta. Ha inoltre precisato che considerare il Magistrato come eroe è uno squilibrio sociale, un’enfasi errata dei media, una frattura nella legalità. La giustizia non deve essere vista come evento straordinario ed eroico. Il compito di ciascuno è fare in modo che le regole non vengano violate, affinché ci sia una convivenza civile che non porti a soprusi e violenze. In sostanza, è molto più importante questo ruolo della comunità che quello del giudice.

Un linguaggio della legalità a cui gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Cori hanno potuto attingere direttamente, uscendo dalle aule per vivere uno degli appuntamenti programmati per creare sempre più una scuola ‘dal vivo’, in grado cioè di attingere direttamente alla fonte. Un nuovo progetto, volto allo studio approfondito delle lingue e dei linguaggi per valorizzare culture, lingue straniere e competenze artistiche, analisi dei media, diritti della persona, in un’ottica europea e attenta sia alla cultura del territorio sia ai valori fondanti della Costituzione.

Marco Castaldi

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