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Un monumento dinamico per il grande scrittore sospeso tra l’umorismo e l’analisi sociologica degli esseri umani

Molto rappresentato nei italiani, il padre degli umoristi (o come amava definirsi lui, l’arcavolo) torna sulla scena dopo quaranta anni dalla sua morte. A Velletri, luogo in cui ha trascorso gli ultimi anni, si svolgerà la rassegna nazionale di teatro e letteratura “Campaniliana” alla sua prima edizione: il 12 agosto scade il bando per la partecipazione al Premio Nazionale Teatrale “Achille Campanile”, in ottobre nove giorni all’insegna dell’autore de Il povero Piero.

Quaranta anni dopo la scomparsa di Achille Campanile (1899-1977), scrittore, giornalista, drammaturgo – e in ultimo umorista – nasce un’ambiziosa rassegna nazionale di teatro e letteratura che ha l’obiettivo di riscoprire questa figura di primo livello nel panorama letterario del Novecento italiano, sfatando alcuni stereotipi e rivalorizzando la sua intera opera.

La felice sinergia tra la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, l’Associazione Memoria ‘900 e il Fondo Campanile ha quindi portato il team organizzativo ad attuare un programma ambizioso, ricco di date, eventi, ospiti. In primo luogo, nell’obiettivo di valorizzare lo scrittore porgendogli un tributo che non sia uno statico monumento ma al contrario un dinamico rileggere ed apprezzare la sua opera, la Fondazione Cultura, diretta dal Maestro Claudio Maria Micheli, ha istituito un Premio Nazionale Teatrale. L’iscrizione è gratuita, il bando (scaricabile dal sito ufficiale dell’intera manifestazione, www.campaniliana.it) è on line e il vincitore avrà un assegno da € 1500,00 grazie al contributo della Clinica Madonna delle Grazie di Velletri. La scadenza del bando è prevista per il prossimo 12 agosto.

L’autore, però, fu anche un lucido analista della società a lui contemporanea e lo dimostrano opere come Cantilena all’angolo della strada e Manuale di conversazione, titoli distanti quarant’anni l’uno dall’altro ma valevoli entrambi il prestigioso Premio Viareggio (1933 e 1973). La ricerca del dettaglio e delle contraddizioni (o dei lati più intimi e spudorati) dell’animo umano fanno di Campanile uno scrittore ben lontano dallo stereotipo di umorista con cui viene comunemente ricordato: non che non abbia fatto sorridere, ma prima del riso c’è stata e continuerà ad esserci la riflessione.

Gli eventi avranno simbolicamente sede a Velletri, dove risiede la famiglia, è conservato il Fondo e lo scrittore ha vissuto fino alla morte da “antimilitarista che si rifugiò in un eremo di campagna” (come ricorda un video RAI del 1976). Il 21 ottobre, presso la Sala degli Affreschi della Casa delle Culture e della Musica, alla presenza di autorità del mondo politico e letterario, sarà inaugurata una mostra che esporrà bozzetti, manoscritti, libri, disegni e oggetti personali dell’autore. Successivamente, alle ore 17.00, si svolgerà nel vicino Auditorium della Casa delle Culture un convegno dall’eloquente titolo “Umorista sarà lei!”, che vedrà l’intervento di illustri nomi: Vito Molinari, storico regista e nome noto in RAI, Giorgio Montefoschi, critico e scrittore, vincitore del Premio Strega nel 1994, Arnaldo Colasanti, conduttore televisivo, giornalista e scrittore che farà anche le funzioni di presidente della Giuria per il Premio, e Gaetano Campanile, figlio dell’autore.

Durante i giorni della mostra, che sarà aperta dal 21 al 29 ottobre, si svolgeranno dei Reading letterari sia per le scuole che per i cittadini, durante i quali attori del territorio si cimenteranno nella lettura e nella recitazione di piece campaniliani. Lo stesso convegno sarà intramezzato, tra un intervento e l’altro, da sketch tratti dall’opera dell’autore. Infine, domenica 29 ottobre alle ore 18.00 presso il Teatro Artemisio Gianmaria Volonté doppio appuntamento: la premiazione del vincitore, che verrà proclamato personalmente da Arnaldo Colasanti e dall’altra giurata di qualità, la brava attrice Simona Marchini, e una rappresentazione curata dal regista Enzo Toto de La moglie ingenua e il marito malato di Achille Campanile.

L’opera vincitrice sarà messa in scena nella stagione teatrale dell’Artemisio di Velletri a cura di una compagnia nazionale della UILT, e gli unici requisiti sono l’aderenza al genere umoristico e la presentazione di un copione inedito. Emozione e orgoglio, dunque, per una macchina organizzativa che si è lanciata in un progetto ambizioso e articolato. Nel segno di Achille Campanile, lo scrittore che si rifugiò in campagna tra Velletri e Lariano, quaranta anni dopo il suo ultimo scherzo, quello della morte, come titolavano i principali quotidiani nazionali il giorno dopo la sua dipartita.

Rocco Della Corte

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